Questioni di registro

Una storia è fatta di tante, tante cose. Una buona trama, certo. Ottimi personaggi, ovvio. Altri dettagli più o meno tecnici, dall’arco dei personaggi a un buon livello di tensione.

Alla base, però, c’è la scelta del linguaggio da usare, quindi delle parole vere e proprie. Una decisione importante, da prendere in considerazione prima ancora di iniziare la stesura del testo, e da non sottovalutare.

Il registro è la voce che racconta la storia

Un linguaggio schietto e diretto lascia un’impressione del tutto diversa rispetto a quella di un tono serio e impostato. La stessa potenza espressiva di una singola scena cambia in modo radicale a seconda del modo che usiamo per descriverla, all’uso di aggettivi in maniera più o meno sistematica, alle parole che utilizziamo per raccontarla. Vogliamo far trasparire drammaticità o ironia? Cosa vogliamo comunicare al lettore?

A volte, l’importanza comunicativa del singolo termine viene messa in secondo piano rispetto ad altri elementi. In realtà, ogni parola ha un suo peso.

Ogni storia ha il suo registro

Una storia ambientata in un’epoca storica passata avrà bisogno di un registro che prenda in considerazione gli elementi caratterizzanti del contesto. Oltre a evitare scene grottesche come l’uso di metafore più o meno assurde (“correva come un treno” non è un’espressione tipica del Rinascimento!), la scelta dei termini aiuta a costruire l’ambientazione nella maniera più semplice possibile per il lettore. Anche le singole parole hanno il potere di alleggerirci il lavoro descrittivo, per cui non perdiamo questa possibilità!

Se le tue storie hanno tutte la stessa voce, forse non stai dando a questo aspetto la giusta importanza. Prova a chiederti se puoi cambiare qualcosa!

Il registro è il tratto distintivo del tuo narratore

Il registro è il biglietto da visita della tua storia. Già dalle prime parole, il lettore è in grado di capire se sta leggendo il libro giusto, quello che sta cercando. Assicurati di avere un narratore in linea con le esigenze e i desideri di chi vuole leggerti.

Scegli espressioni in grado di trovare la propria cassa di risonanza in chi legge. Bambini, adolescenti e adulti hanno esigenze diverse. A chi ti rivolgi? Non sottovalutare l’uso delle parole, e il loro impatto in chi le incontra.

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